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2018 all'insegna del risparmio
Utilizziamo il Kakebo

castiglione d'orcia (siena)
2018 all'insegna del risparmio
Utilizziamo il Kakebo

Voglia di comprare casa? Per cominciare a razionalizzare la gestione e l'uso del proprio denaro, Il Kakebo è lo strumento migliore. Vi consentirà di risparmiare senza sforzo, permettendovi di tenere sotto controllo il superfluo.

Che cos'è il Kakebo? E' il "Libro dei conti di casa" a cui i giapponesi affidano il proprio budget personale, anche oggi in piena era digitale. La sola azione di trascrivere le spese e i guadagni entro schemi ordinati genera consapevolezza e assicura un risparmio automatico del 35%. Il passo successivo è la possibilità di analizzare nel dettaglio i propri conti per individuare gli sprechi e le voci critiche su cui agire. Tenere un Kakebo evita lo stress da cattiva gestione finanziaria, sviluppa l'autodisciplina e la conoscenza di sé. I giapponesi lo considerano uno strumento che favorisce la tranquillità dell'anima e libera energie mentali.

In breve: la storia del Kakebo
Il Kakebo fu lanciato nel 1904 da un’idea di Motoko Hani, la prima giornalista donna del Giappone e fondatrice del primo femminile nipponico, periodico che aveva come missione quella di innalzare il ruolo delle donne giapponesi soprattutto all’interno dell’economia domestica. Dall'epoca, questo metodo di annotazione delle spese è stato utilizzato in tutto il Paese: in un primo momento solo dalle donne, in seguito anche dagli uomini, per poi diffondersi, di recente, anche in Europa e in Italia.

Come funziona il Kakebo?
Il principio fondamentale è quello di rapportare le entrate alle uscite, per determinare il budget mensile, evidenziare le spese superflue, e progettare un piano di risparmio.

Tutte le uscite vanno annotate giornalmente e sono divise per:
Spese fisse: ad esempio rientrano in questa categoria il mutuo, il canone di locazione, le assicurazioni, le bollette…
Spese di sopravvivenza: ad esempio cure sanitarie, spesa per il cibo, mensa scolastica....
Spese optional: ad esempio ingresso in discoteca, cene al ristorante, pizze, colazioni al bar, sigarette....
Spese per la cultura: ad esempio serate al cinema, in teatro, acquisto di libri....
Spese extra, vale a dire tutto ciò che è occasionale come regali o viaggi.

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